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Aprire la partita iva

Aprire La Partita Iva

Aprire la partita iva

Cos’è la partita Iva?

La partita IVA è un numero di 11 cifre necessario a identificare un contribuente, vale a dire la società o la persona fisica titolare della partita IVA stessa. Nello specifico, mentre le prime 7 cifre servono per identificare il nome o la denominazione del titolare, le 3 cifre seguenti corrispondono a un codice identificativo riferito all’Ufficio delle Entrate; l’ultimo numero ha infine una funzione di controllo. La denominazione fa poi espresso riferimento all’IVA, acronimo di “Imposta sul valore aggiunto”, imposta indiretta che si applica sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi eseguite in Italia da tutti i titolari di partita IVA e che, di fatto, incide sul consumatore finale a seconda dei beni o dei servizi acquistati.

Quando aprire la partita Iva

  • L’obbligo di aprire una partita IVA subentra in funzione del carattere di abitualità o, viceversa, di occasionalità con cui viene svolta una determinata attività. In particolare, sulla base di quanto stabilito dalla legge, chiunque eserciti un’attività economica abituale e continuativa d’impresa commerciale, artigiana o industriale sotto forma di ditta individuale o di società, oppure come libero professionista (iscritto o meno a un ordine professionale), è soggetto all’obbligo di apertura di una partita IVA.
  • un’attività può considerarsi occasionale quando rispetta due condizioni:
  1. La prestazione deve avere durata complessiva non superiore ai 30 giorni;
  2. Il compenso complessivo della prestazione non deve essere superiore ai 5.000 euro. Nel caso superasse il predetto limite le somme percepite saranno soggette oltre che a ritenuta d’acconto anche a quella previdenziale.
  • Se una delle due condizioni non viene soddisfatta, bisogna valutare se considerare l’attività abituale subentrando quindi tutti gli obblighi del caso.

Come fare ad aprire la partita Iva?

  • Per aprire una partita IVA i contribuenti che producono un reddito superiore ai 5.000 euro nell’anno devono presentare all’Agenzia delle Entrate un modulo con il quale si comunica di avere intrapreso un’attività. Tale modulo deve essere necessariamente presentato entro 30 giorni dall’inizio dell’attività per la quale si richiede l’apertura della partita IVA, con dichiarazione redatta su appositi modelli.
  • Più precisamente, i modelli AA9/12 (impresa individuale e lavoratori autonomi) e AA7/10 (soggetti diversi dalle persone fisiche come ad esempio società, enti, associazioni, etc.) devono essere presentati dai contribuenti non tenuti a iscriversi nel Registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea) con una delle seguenti modalità:
  1. in duplice copia direttamente (o tramite persona delegata) a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate;
  2. in un’unica copia a mezzo servizio postale, mediante raccomandata, allegando copia di un documento di identificazione del dichiarante, da inviare a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui risultano spedite); si precisa che con questa ultima modalità l’attribuzione della partita iva richiede tempistiche maggiori rispetto alle altre modalità;
  3. in via telematica, direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica (in questo caso, le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate).
  • Tali modelli possono essere scaricati gratuitamente e stampati dai siti Internet dell’Agenzia delle Entratedel Ministero dell’Economia e delle Finanze.
  • Per i soggetti tenuti all’iscrizione al Registro delle imprese o al Repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea), invece, con il d.l. n. 7/2007 è stata introdotta la Comunicazione Unica, tramite cui si assolve simultaneamente a tutti gli obblighi e agli adempimenti amministrativi e di natura fiscale, assistenziale e previdenziale. Tale procedura amministrativa, che è diventata obbligatoria per le imprese a partire dall’aprile 2010, permette di compilare i modelli AA9/12 e AA7/10 e inviare il tutto in via telematica o tramite supporto informatico al Registro delle imprese.
  • Nel modello di richiesta di apertura della partita iva (mod.AA9/12 – mod. AA7/10) il soggetto titolare di partita Iva ha obbligo di comunicare il codice ATECO, una combinazione alfanumerica che identifica l’attività economica da svolgere;
  • i titolari di partita IVA sono obbligati ad aprire la propria posizione previdenziale all’INPS per il pagamento dei contributi; se il titolare svolge attività di impresa verserà i contributi come artigiano o commerciante a seconda dell’attività svolta e dovrà pagare una parte di contributi fissi (anche in assenza di reddito) più una parte variabile in base al reddito prodotto; Se il titolare è un lavoratore autonomo e per la professione svolta non è prevista una cassa previdenziale dedicata, dovrà obbligatoriamente iscriversi e pagare i contributi alla Gestione Separata Inps con la facoltà di rivalsa  sul cliente finale al 4%.
  • Infine i titolari di partita IVA sono obbligati ad iscriversi all’INAIL e versare l’assicurazione obbligatoria.  Sono esclusi da quest’ultimo obbligo i titolari di ditte individuali commercianti senza dipendenti e i professionisti senza dipendenti.

A quale regime contabile aderire?

I soggetti titolari di partita IVA possono scegliere se aderire al regime forfettario, a quello ordinario oppure a quello semplificato. L’adesione all’uno o all’altro regime dipende solitamente da valutazioni di natura economica che tengono conto dell’attività effettivamente svolta e del proprio volume d’affari, nonché dalla “fattibilità giuridica” della soluzione prescelta. Precisi vincoli giuridici possono infatti talvolta vincolare il titolare di partita IVA a un regime particolare o, viceversa, escluderlo dalla possibilità di scelta di un determinato regime.

Limiti regimi contabili

Nel caso di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi ed altre attività bisogna operare la seguente distinzione:

  • Nel caso di esercizio di più attività con ricavi delle stesse non annotati distintamente bisogna far riferimento al limite previsto per le attività diverse da quelle delle prestazioni di servizi e quindi ad euro 700.000;
  • Nel caso di esercizio di più attività con ricavi annotati distintamente, il limite da considerare è quello dell’attività prevalente., in ogni caso andrà comunque verificato il limite complessivo di euro 700.000.

Per qualsiasi informazione e chiarimento potete contattare Amministrazione S.r.l.  T. 037386885 – E. info@amministrazionesrl.it oppure compilare il form.

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